I disturbi del comportamento alimentare. Ci sono ancora?

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I disturbi del comportamento alimentare sono sempre più frequenti nelle società Occidentali post-industrializzate a causa dell’assenza di percezione del corpo in quanto valore emotivo e affettivo ma bensì esclusivamente come involucro da valutare come espressione di bello o brutto. Sarebbe quindi necessario assegnare il giusto peso al significato del corpo e a ciò che esso veicola poiché nei disturbi del comportamento alimentare esiste una incapacità di esprimere la propria affettività ed emotività con altri mezzi se non attraverso il corpo.

La mortalità legata a tali disturbi tra i giovani sta superando anche se di poco quale causa di morte quella per gli incidenti stradali. Tra questi disturbi si annoverano l’Anoressia Nervosa, la Bulimia Nervosa, Binge Eating Disorder e i disturbi alimentari Non Altrimenti Specificati.

L’anoressia viene considerata una malattia relativamente “nuova”. Nel Medioevo il digiuno veniva utilizzato dalle giovani donne per contrapporsi ai poteri maschilisti. Nel 1689 un medico britannico effettuò una prima pubblicazione medica sul fenomeno dell’anoressia descrivendo i sintomi e affermando che, alla base di questa, vi fossero preoccupazioni e sofferenze morali. Successivamente l’anoressia venne ricollocata tra le malattie “isteriche”. Nel XIX secolo si iniziò a parlare di “Anoressia Nervosa”. È da attribuire, quindi, all’autore britannico il merito di aver coniato questo termine che tutt’ora viene utilizzato.

Nel 1965, durante un incontro tra vari esponenti della medicina e psicologia, conosciuto con il nome di Simposio di Göttingen, fu affiancato il termine di Mentale. Con ciò si considera questa malattia non più centrata su un sintomo, ma centrata sui rapporti tra l’adolescenza e l’anoressia come crisi d’identità. L’anoressia è una delle patologie rientranti tra i disturbi del comportamento alimentare presente soprattutto nel genere femminile.

Il termine anoressia che sta ad indicare la “perdita di peso” in realtà non esprime il vissuto dell’anoressica. Le pazienti presentano una fanatica ricerca della magrezza e contemporaneamente una paura di ingrassare. Tutti i disturbi del comportamento alimentare ancora oggi in parte sfuggono all’attenzione dei medici, psichiatri e psicologi. I disturbi del comportamento alimentare non hanno nulla a che fare con il cibo. Il cibo è un mezzo per arrivare ad un fine. Per chiarire meglio il concetto bisogna sempre tener presente che il sintomo corrisponde ad un conflitto psichico non risolto e che quindi viene espresso attraverso il corpo. I soggetti interessati, non nutrendosi o abbuffandosi, affamano e mortificano il loro corpo. Secondo recenti autori come la statunitense Hilde Bruch il nucleo della sindrome è caratterizzata da un estrema fragilità di autostima associata ad una paralizzante sensazione di inefficienza ed inconsistenza derivante dall’incapacità di riconoscere gli stimoli provenienti dal corpo.

La diffusione di tali disturbi è in aumento e recentemente sono stati riscontrati nuovi tipi di patologie correlate al comportamento alimentare nel mondo dello sport come l’Ortoressia (un disturbo analogo all’anoressia e bulimia ma indirizzato alla ricerca della qualità del cibo che deve essere “sano”) o la Bigoressia (il disturbo dismorfofobico muscolare che determina l’ossessiva ricerca di una forma fisica perfetta, tonica e muscolosa). Una caratteristica interessante è che questa patologia colpisce soprattutto il genere maschile anche se se ne sta riscontrando un aumento anche nel genere femminile.

Oggi assistiamo al dilagare del siti web Pro Anoressia che costituiscono uno dei canali più insidiosi per la diffusione della sindrome anoressica. Si tratta di siti di non semplice accesso in quanto presentano un test iniziale da dover superare. Questo test viene messo in atto dall’amministratrice del blog che richiede il peso e l’altezza delle ragazze. Se vengono accettati questi parametri l’adolescente sarà inserita nel sito. Questi siti enunciano i “dieci comandamenti” che le adepte devono rispettare e che influenzano la vita delle ragazze iscritte fino al punto di indurre alcune di loro a morire letteralmente di fame.

Per rispondere alla domanda iniziale, sì i disturbi del comportamento alimentare ci sono ancora e quindi sarebbe importante continuare a parlarne per poter accogliere anche le grida di aiuto di queste ragazze che “vivono nel web”.

Da professionista mi sento di dire che non basta recuperare un’alimentazione normale per superare il dolore che un disturbo del genere esprime ma va indagata la difficoltà esistenziale, l’incapacità di esprimere emozioni e sentimenti in modo naturale per poter pian piano riappropriarsi non solo del rapporto con il cibo ma soprattutto del rapporto con se stessa e con la vita senza trascurare di coinvolgere la famiglia di appartenenza degli adolescenti interessati da tali disturbi.

 

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